corso restauro

  • il programma

  • Il restauro non è un' lavoro che si può trasmettere con un semplice corso, è un' arte ricca di consapevolezza di dover difendere usi e costumi passati. immergendosi metaforicamente con tutto il nostro io nello scultore o nel ebanista dell, epoca.
  • Un buon restauratore deve restaurare, si ma senza dover stravolgere la   manifattura artistica , senza doverne cambiare l' aspetto esteriore solo per il semplice accordo di tonalità e colori con arredamenti  moderni, mantenedo così vive esperienze artistiche passate.
  • è per questo motivo che nelle  prime lezioni verrànno discusse le  correnti artistiche passate dal 600 al 900

  • immergendosi nelle differenze sostanziali che poi hanno lasciato segno anche nella nostra letteratura.
  • successivamente nelle giornate che seguono verranno spiegate le tecniche di restauro 
  • partendo da come difendere i propri mobili da tarli e attacchi atmosferici.
  • sarà chiesto ai corsisti  di portare se ne hanno dei pezzi loro da restaurare dove poter fare  pratica, si parlerà dello stucco , del colore che stucco usare. come e quando colorare lo stucco, le operazioni di immersione dei pezzi nel petrolio e olio come trattare con l'antitarlo, eventuale laccatura cosa comporta e come adoperarla, e dove.  Le impellicciature del legno .
  • Riconoscere i pezzi da quelli falsi tasselli a coda di rondine,e infine lucidatura del pezzo o eventuale laccatura.

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io ho un hobby e tu?






Quanti di voi uomini o donne hanno la passione per i mobili antichi , quanti vedono nel tem po rovinarsi il comò o la credenza della nonna e magari vogliono trovare un hobby?
ecco in questa situazione possiamo esservi
d'aiuto contattateci con fiducia ai corsisti migliori possiamo offrire uno stage finale e magari poi l'azienda potrebbe assumervi.!


Corsi direstauro
€ 290 a persona , minimo 5 persone.  Due  ore  settimanali  per  5 settimane  


orari dei corsi sono decisi dai corsisti

N.B. Su tutti i corsi non sono previste  spese  d'iscrizione perchè low cost

eventuali corsi individuali chiedere alla segreteria.

  06 4103344  06 45481866

I tarli come difendersi?

posso sostituire la camera a gas? è troppo costosa.
Il  tarlo nel mobile antico, mi si passi la similitudine, è come la pulce nei cani. nessuno ne è immune, anche il più nobile. Il fatto è che il vorace animaletto, nelle sue molteplici specie e nelle sue mutazioni, da uovo a pupa poi a larva e infine a farfalla ( che è quella poi che, fuoriuscendo, crea il foro ) non risparmia alcun tipo di legno, ad eccezione del castagno ( afflitto però da ben peggiori parassiti,  con larve grandi quanto un dito ). Fra le poche qualità dei moderni mobili impiallacciati, che vantano, oltre al fatto (da non sottovalutare) di essere praticamente insensibili ai moderni riscaldamenti  centralizzati e di non fessurarsi nell' alternarsi delle stagioni, quella data dal fatto che le colle e le vernici di cui sono in gran parte composti li rende non appetibili ai nostri incomodi amici. Il tarlo ama tutti i tipi di legno, noce e abete in testa, specie se non lucidati con le moderne vernici sintetiche ( i parquets moderni ne sono praticamente immuni ) e segue un ciclo all' incirca di 3-4 settimane. Quando le case, nei tempi che furono, erano mal riscaldate, essi seguivano un ciclo stagionale. Nelle case di oggi si riproducono in continuazione. Deve essere posta la massima attenzione allo svolazzo di farfalline brunastre, simili in tutto e per tutto a quelle delle tarme, del riso e della farina, e  i vostri mobili devono essere controllati con attenzione. Le infestazioni iniziano generalmente dalle parti inferiori, i tarli "volano basso" e si propagano velocemente e in termini esponenziali, soprattutto in locali chiusi e poco frequentati. Il danno visibile all' esterno è come la punta dell' iceberg, si limita ai piccoli fori, la vera devastazione si compie all'interno. Come difendersi? Innanzitutto spennellando ogni anno fondo, interno,schienale e parti nascoste con dei buoni prodotti antitarlo liquidi, reperibili in qualunque briko o colorificio, e sistemando poi nei cassetti, nelle intercapedini e dove è comunque possibile farlo, dei prodotti antitarme/antitarlo che saturino l' aria e ne rendano sgradito l' annidamento. La vecchia naftalina era insuperabile, anche se oggi è divenuta improponibile. I vecchi mobili sono generalmente ricchi di fori di tarlo. Questo non significa necessariamente che vi siano tarli vivi, le vecchie gallerie rilasciano infatti, ad ogni scossone, la loro brava polverina che sarebbe opportuno rimuovere con una bella soffiata di aria compressa e i fori turati con una passata di cera naturale color noce, tipo Ambra, contenente trementina, ( l' antitarlo naturale con cui le piante vive si difendono e che si perde con l' invecchiamento ) ma un costante controllo è sempre opportuno.Se solo si ha il sospetto che nel mobile vi siano tarli vivi ( il classico mucchietto di polverina sotto un foro nuovo, più chiaro degli altri, causato dalla farfallina che, completato il suo ciclo, se ne esce all' esterno ), conviene armarsi di pazienza e di una vecchia siringa e iniettare qualche goccia di antitarlo liquido nel maggior numero possibile di fori, pulendo subito dopo con uno straccio. Va detto però che il liquido base dei buoni prodotti antitarlo è solitamente ben tollerato dalla gommalacca con cui i mobili antichi sono stati lucidati. Oggi sono anche entrate in commercio delle strisce adesive, trattate con ferormoni, che attraggono e catturano i maschi delle farfalline del riso e della farina all' interno dei mobili di cucina, ostacolando così il processo riproduttivo. Abbiamo effettuato delle prove e sembrano funzionare anche con i tarli. Tenete comunque ben presente che una farfallina a briglia sciolta, riproducendosi in continuazione, nel giro di pochi mesi  può portare a  danni davvero importanti. Torniamo a ribadirlo, la prevenzione è fondamentale, tenete dunque i vostri mobili antichi sotto costante controllo!